Associazione Comuni della Marca Trevigiana


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Storia

Un po’ di storia

A.   Associazione Comuni della Marca Trevigiana

          L’Associazione Comuni della Marca Trevigiana ha iniziato ad operare nell’anno 1945 come gruppo di commissari di governo, nominati dai Prefetti con la riorganizzazione dei Comuni a seguito della ricostruzione dettata dalla fine del secondo conflitto mondiale, la caduta del Fascismo e l’avvento della democrazia.

          Appena eletti democraticamente i primi sindaci dei Comuni della provincia, l’Associazione ha  preso forma organizzativa con propri organi eletti direttamente dai sindaci ed ha continuato ad operare fino ai nostri giorni.

Si è costituita in modo autonomo ancora prima dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

È quindi autonoma e non è una diramazione dell’ANCI, che non prevede una diramazione provinciale fermando la sua organizzazione a livello regionale; comunque non opera in contrasto  o in concorrenza con essa. 

          Ha mantenuto la sua autonomia per essere a servizio più diretto delle amministrazioni e degli amministratori comunali della provincia, ritenendo che il livello regionale – importante e necessario anche per la rappresentanza a livello più ampio di quello provinciale – non sempre può arrivare direttamente ai comuni.

          Attualmente all’Associazione Comuni della Marca Trevigiana aderiscono 93 comuni su 95 della provincia. Avevano chiesto di aderire anche alcuni altri comuni contermini con la provincia, ma non è stato possibile accettarli in quanto lo Statuto prevede l’adesione solamente dei comuni della Marca Trevigiana.

          Ora ha sede presso l’Azienda Locale Socio Sanitaria  (ULSS) n. 9 – a Preganziol, ma nel tempo ha avuto sede inizialmente presso quella della Democrazia Cristiana, successivamente – ritenendo di dover rappresentare tutti i comuni, anche quelli non gestiti da amministratori di quel partito – a Piazza Pola a Treviso, in un apposito appartamento in affitto, e quindi, per diversi anni presso l’ex Ospedale San Leonardo di Treviso, in locali della allora Unità Sanitaria locale n. 10.

          Le sue finalità statutarie sono state aggiornate nel tempo a seconda delle necessità dei comuni della provincia e delle situazioni che sono andate via via evolvendosi.

Il base allo statuto vigente le finalità, contenute all’articolo 2, sono le seguenti:

      Essa persegue finalità di fornire servizi di supporto ai Comuni e di informazione e formazione di ammini­stratori e di personale dei medesimi. In particolare si prefigge di:

a)    svolgere azione di promozione delle autonomie locali a livello provinciale, regionale e nazionale nel pieno rispetto dell’articolazione della Costituzione dello Stato;

b)    svolgere azione di coordinamento degli indirizzi delle Amministrazioni locali a livello sovracomunale, provinciale e regionale anche nella prospettiva della programmazione provinciale, regionale e nazionale;

c)    promuovere lo studio dei problemi che interessano direttamente gli Enti locali e proporre le soluzioni relative, avanzando agli organi responsabili richieste e proposte volte al miglioramento nella vita amministrativa degli Enti locali;

d)    svolgere, direttamente o tramite organismi ad essa collegati azione di informazione degli Enti associati attraverso apposite pubblicazioni di notizie, studi, proposte, ecc. che riguardano i medesimi e l’attività dell’Associazione;

e)    assistere gli Enti locali in ogni branca dell’attività ammini­strativa ed affiancare ogni loro azione presso i competenti uffici;

f)        intraprendere e sostenere iniziative, sia sul piano generale che particolare, dirette ad avviare a soluzione i problemi degli Enti locali;

g)       supportare, attraverso la costituzione e/o partecipazione a società anche di capitali o di altre forme, l’esercizio associato di funzioni proprie o delegate degli Enti Locali.

          E' gestita:

-         dall’Assemblea generale formata dai sindaci, o loro delegati, aderenti all’Associazione, più da un consigliere delle minoranze degli stessi comuni con popolazione dai 10.001 ei 30.000 abitanti, più ancora da altri 5 consiglieri, dei quali due delle minoranze, dei Comuni con una popolazione superiore ai 30.000 abitanti;

-         dal Presidente eletto direttamente dall’assemblea generale;

-         da un Consiglio direttivo formato da 9 componenti eletti dall’Assemblea generale e da un rappresentante dei Consorzi fra comuni aderenti;

-         da Tre revisori dei conti nominati dall’Assemblea generale.

          Tutti gli incarichi sono gratuiti. Possono essere rimborsate solo le spese di viaggio sostenute per le riunioni e l’esercizio di eventuali incarichi.

          L’Associazione Comuni nel 2005 è stata riconosciuta dal Servizio Civile Nazionale come “Ente di prima classe di servizio civile volontario” associato.

B.   Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana

          Nel 1995 - su iniziativa dell’Associazione Comuni, di alcuni sindaci, di alcuni segretari comunali e di altri enti o associazioni di categoria – in seno alla stessa Associazione dei Comuni è stato costituito il Centro Studi Amministrativi della Marca Trevigiana, quale braccio operativo della stessa. Esso ha sede presso quella dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana.

          Possono essere soci del Centro Studi tutte le persone fisiche, giuridiche, associazioni od enti in genere che, condividendo le finalità del Centro Studi, s’interessino, direttamente o indirettamente ai problemi ed all’attività sociale e si obblighino a versare la relativa quota annuale.

          Le sue finalità sono le seguenti, contenute nell’articolo 1 dello Statuto:

a)   promuovere lo studio e l’approfondimento delle tematiche attinenti la pubblica amministrazione, nonché la gestione e l’organizzazione dei pubblici servizi, con particolare riferimento alla realtà economica e sociale italiana ed alle direttive U.E. (Unione Europea);

b)   diffondere una maggiore consapevolezza dell’importanza di un’educazione ed una formazione sistematica ai problemi amministrativi, gestionali ed organizzativi;

c)   stimolare negli apparati pubblici, nei quadri dei settori produttivi e nei centri specializzati l’attività di insegnamento e di aggiornamento;

d)   fornire alla pubblica amministrazione ed ai privati, persone od enti, note di studio e di approfondimento relative a temi e problemi attinenti gli obiettivi di cui alle precedenti lettere;

e)   fornire servizi di consulenza e di supporto tecnico-giuridico alle pubbliche amministrazioni, con particolare riguardo a quelle della provincia di Treviso.

          Per il conseguimento di dette finalità il Centro Studi può:

a)   promuovere e condurre, direttamente od attraverso altri enti, società e associazioni, su iniziativa propria o per commessa, ricerche e studi relativi ai problemi amministrativi di gestione ed organizzazione di enti e servizi pubblici;

b)   promuovere e condurre, direttamente od attraverso altri enti, società e associazioni, iniziative ed attività volte alla formazione ed all’aggiornamento di amministratori, dipendenti, dirigenti e professionisti nelle materie relative all’amministrazione, alla gestione ed all’organizzazione di enti e servizi pubblici;

c)   promuovere e curare l’edizione di pubblicazioni periodiche, volumi, materiale didattico e divulgativo relativo alle materie ed ai problemi indicati alle lettere precedenti;

d)   promuovere, ed eventualmente condurre direttamente, iniziative ed attività volte all’insegnamento delle materie indicate alle lettere precedenti;

e)   promuovere, organizzare e partecipare a conferenze, congressi e convegni;

f)    organizzare, direttamente od attraverso altri enti, società e associazioni o persone con specifica competenza professionale, attività di consulenza e di supporto alle pubbliche amministrazioni.

          È gestito:

-         dall’Assemblea dei soci fondatori e ordinari;

-         dal Consiglio di amministrazione composto da 8 membri eletti dall’Assemblea dei soci;

-         dal Presidente eletto dall’Assemblea;

-         dal Collegio dei revisori dei conti composta da 3 membri eletti dall’Assemblea dei soci;

-         dal Direttore generale nominato dall’Assemblea generale su proposta del Presidente.

          Anche per il Centro Studi tutte le cariche sono gratuite, salvo il rimborso delle spese sostenute per viaggi o incarichi particolari. Solo al Direttore generale può essere corrisposta, su deliberazione del Consiglio di amministrazione, un eventuale compenso.

          Il Centro Studi Amministrativi, con provvedimento della Giunta Regionale n. 162 del 30.03.2007 è anche accreditato come “Centro di formazione professionale”.

C.   Attività in atto

I servizi e le varie attività di informazione, di formazione e di supporto alle amministrazioni comunali ed agli stessi singoli amministratori, nonché ai dipendenti comunali, sono numerosi grazie anche alla collaborazione di circa 40 funzionari comunali, regolarmente autorizzati  delle rispettive amministrazioni, che collaborano sia con l’Associazione Comuni che con il Centro Studi Amministrativi.

I servizi e le attività vengono distinte solo teoricamente fra quelli organizzati dall’Associazione Comuni della Marca Trevigiana e quelli invece organizzati dal Centro Studi Amministrativi. Di fatto l’organizzazione è comune fra le due associazioni, così pure gli stessi sono gli operatori, i locali e le attrezzature.

          È sempre stata preoccupazione dell’Associazione, fin dalla sua costituzione, di informare le amministrazioni dell’attività stessa, nonché delle nuove normative che via via, ogni anno, venivano emanate o modificate riguardanti sia direttamente che indirettamente gli enti locali sulle problematiche che dovevano essere affrontate nelle loro comunità, ma anche delle provvidenze delle quali potevano usufruire. Questo è stato fondamentale specialmente quando non esistevano i mezzi di comunicazione ed informatici che oggi vi sono.

Fino al 1990 è stato provveduto con circolari inviate solamente ai sindaci e quindi solo alle amministrazioni come enti.

          Nel 1990, con l’entrata in vigore della prima riforma delle Autonomie locali (legge n. 142/1990), è stata fatta la scelta di arrivare con le informazioni direttamente ai singoli amministratori locali, istituendo la pubblicazione “I Comuni della Marca Trevigiana – Informazione” con periodicità pressoché mensile, ordinariamente di 24 pagine al numero ed a volte anche con un numero superiore specialmente quando venivano approvate nuove disposizioni legislative che contenevano numerose norme riguardanti gli enti locali.

La pubblicazione viene inviata direttamente a domicilio ai consiglieri comunali, agli assessori, ai sindaci ed ai revisori dei conti e direttamente ai comuni (nel suo complesso 2.250 copie).

È unica nel suo genere in circolazione. Viene utilizzata anche da altre realtà associative fuori provincia; altre ancora ne stanno chiedendo l’utilizzazione.

          Il Centro Studi Amministrativi poi, nell’ambito di “Unico per l’Impresa” ha istituito anche il notiziario “Ufficinlinea”, con il quale tiene costantemente informate tutte le amministrazioni locali ed in particolare tutti gli operatori del settore attività produttive ed i comandi di polizia locale sulle nuove normative, sulle pronunce della magistratura amministrativa e contabile e risponde per iscritto a quesiti in materia di attività produttive ed in materia snellimento delle procedure amministrative.

Per alcuni anni “Ufficinlinea”, è stato inviato in forma cartacea; negli ultimi due anni viene inviato in on-line.

C.1 – Attività formativa e di aggiornamento

          La formazione e l’aggiornamento degli amministratori locali è stata una delle attività fondamentali dell’Associazione comuni della Marca Trevigiana, specie nei suoi primi anni di vita.

Sono stati numerosi infatti gli incontri, i corsi di studio residenziali, tenuti anche in località fuori del territorio della  provincia, per sindaci e amministratori locali, con una partecipazione significativa. Nell’archivio dell’Associazione vi è al riguardo una numerosa documentazione anche fotografica e della raccolta di ritagli della stampa del tempo.

          Successivamente sono stati organizzati anche incontri di aggiornamento zonali per amministratori. Per diversi anni però questa attività è stata rallentata.

          L’attività è ripresa con l’applicazione della legge n. 142/1990, sul nuovo ordinamento degli enti locali, con incontri per amministratori, particolarmente per affrontare gli argomenti dello Statuto comunale e sui vari regolamenti comunali.

Altro argomento forte è stato quello dei piani regolatori generali obbligatori per tutti i comuni e degli altri strumenti attuativi degli stessi che hanno dato l’occasione per diversi incontri di studio, convegni, dibattiti ecc..

Diversi incontri di studio sono stati tenuti anche per dipendenti comunali.

          Con l’istituzione del Centro Studi Amministrativi l’attività formativa, specie per i dipendenti comunali, è stata significativamente incrementata, tanto da registrare dalle 30 alle 35 giornate di studio all’anno sulla finanza locale, sul patto di stabilità, sui lavori e appalti pubblici, sulle attività produttive, sull’organizzazione dell’attività amministrativa pubblica, sul personale, sulle collaborazioni esterne, sull’ambiente, sui contratti di lavori pubblici e per beni e servizi, sulla sicurezza, sul diritto di accesso agli atti amministrativi da parte degli amministratori degli enti locali, ecc. con più di 1.800 partecipanti all’anno.

          Sono stati organizzati in questi ultimi anni oltre una cinquantina di corsi (25 nell’anno 2005-2006 e 31 nell’anno 2007-2008) finanziati dal Fondo sociale europeo (FSE) tramite la Regione Veneto, con l’apporto di alcuni comuni che hanno dato il supporto associativo. Quelli dell’anno 2005-2006 hanno registrato la partecipazione di ben 525 dipendenti comunali per complessive 200 giornate di presenza; quelli dell’anno 2007-2008 hanno registrato la partecipazione di 515 dipendenti comunali per complessive 156 giornate di presenza.

          Anche l’attività di formazione degli appartenenti alla Polizia locale ha avuto parecchi momenti di incontri, sospesa per alcuni anni in quanto tale attività doveva essere svolta dalla Scuola di Polizia locale regionale, ma che non è ancora decollata. Ultimamente, con la collaborazione di un Consorzio di Polizia locale della provincia, è stato organizzato anche un Corso di formazione di 75 ore per aspiranti agenti di polizia locale con la partecipazione di ben 46 aspiranti.

C.2 – Il Servizio civile nazionale e regionale

          Dal 2005, dopo aver ricevuto il riconoscimento di “Ente di prima classe per il servizio civile”, l’Associazione Comuni ha organizzato in forma associata il servizio al quale sono stati ammessi diversi giovani volontari a prestare servizio presso comuni della provincia. I dati più salienti sono i seguenti:

-         per l’anno 2006 sono stati 58 i comuni associati per questo servizio (56 della provincia di Treviso e 2 di comuni di altre province), più 5 enti non profit collegati, per un totale di 63 soggetti;

Le domande di giovani volontari presentate sono state 207; di questi sono stati selezionati 190; sono stati assegnati ai vari comuni ed enti complessivamente 184;

-         per l’anno 2007 sono stati 63 i comuni associati per il servizio (61 della provincia di Treviso e 2 di comuni di altre province), più 11 enti non profit collegati, per un totale di 74 soggetti.

Le domande di giovani volontari presentate sono state 137; di questi sono stati selezionati 105; sono stati assegnati ai vari comuni ed enti complessivamente 100;

-         per l’anno 2008 sono stati 69 i comuni associati per il servizio (67 della provincia di Treviso e 2 di comuni di altre province), più 14 enti non profit collegati, per un totale di 83 soggetti.

Le domande di giovani volontari presentate sono state 181; di questi sono stati selezionati 158; sono stati assegnati ai vari comuni ed enti complessivamente 145;

-         per l’anno 2009 sono rimasti 69 i comuni associati per il servizio (67 della provincia di Treviso e 2 di comuni di altre province), così pure i 14 enti non profit collegati, ma si sono aggiunti nella progettazione altri 2 comuni, la Biblioteca di Treviso e l’Ulss n. 9 di Treviso, per un totale quindi di 87 soggetti.

Le domande di giovani volontari presentate sono state 296; di questi sono stati selezionati 263; sono stati assegnati ai vari comuni ed enti complessivamente 156 (numero massimo assegnato dalla Regione);

          Le aree di intervento per il servizio civile scelte in provincia sono: Cultura – Servizi sociali – Ambiente.

          L’Associazione Comuni è stata ammessa anche a partecipare al Servizio civile regionale con due progetti per 5 volontari per un comune e per 3 enti collegati. I progetti sono stati avviati l’1 settembre 2008 ed hanno concluso il 31 agosto 2009.

Altri due progetti regionali sono stati avviati a partire dal 2 gennaio 2009 con 11 volontari assegnati ad altri 3 comuni della provincia.

          A tutti i giovani volontari assegnati ai comuni ed agli altri enti sono state offerte 80 ore di formazione generale e specifica, prima di prendere servizio presso gli stessi.

C.3 – Le convenzioni ed i relativi servizi associati

          Il Centro Studi amministrativi gestisce per conto di diversi comuni convenzionati in forma associata della provincia e anche di altre province contermini, e precisamente:

a)      Il contenzioso del lavoro per il quale sono convenzionati n. 51 comuni.

Opera con 7 collaboratori che sostengono per conto dei comuni le cause relative ai provvedimenti disciplinari presso la Commissione della Direzione provinciale del lavoro.

Il gruppo dei collaboratori offre anche consulenza ai comuni prima che in provvedimenti disciplinari vengano adottati.

Le cause non sono tante, perchè sono poche le amministrazioni comunali che ricorrono a provvedimenti disciplinari.

b)      Il contenzioso tributario per il quale sono convenzionati n. 50 comuni,

Opera con 7 collaboratori, coordinati da un dottore commercialista, che rappresentano le amministrazioni comunali convenzionate presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali difendendole nei ricorsi dei contribuenti presso le predette commissioni.

Il gruppo dei collaboratori offre anche consulenza agli operatori dei comuni convenzionati sulla opportunità o meno di resistere in contenzioso, prima che vengano adottati i provvedimenti di resistere in giudizio.

c)      Il servizio dei nuclei di valutazione per il quale sono associati con apposita convenzione n. 76 comuni.

Con un gruppo di 26 collaboratori scelti fra segretari comunali e funzionari di diversi comuni, coordinato da un docente dell’Università di Castellana – Libero Istituto Universitario Carlo Cattaneo.

Il compito di questi nuclei di valutazione, ciascuno composto dal Segretario del singolo comune e da due o da 1, a seconda della grandezza dei comuni, componenti esterni nominati, per incarico dei comuni associati, dal Centro Studi Amministrativi, con lo scopo di valutare i dirigenti ed i responsabili dei servizi sui risultati di attuazione dei progetti predefiniti per ciascun comune. Nei progetti sono fissati gli obiettivi ed i risultati da raggiungere, ai fini di una maggiore efficienza delle amministrazioni ed anche per la corresponsione del salario accessorio di produttività.

d)      Ufficio intercomunale per le attività produttive. È un ufficio nato per iniziativa del Centro Studi Amministrativi e della Provincia di Treviso nel 2001 ed è stato istituito con un primo gruppo di 36 comuni, inizialmente con un contributo finanziario significativo da parte della Provincia stessa, ed è stato assegnato nella gestione di capofila al comune di Paese, ma che via via è diventata autonoma.

A partire dal 1 gennaio 2008 la gestione amministrativo-contabile, per motivi legati anche patto di stabilità e per l’impossibilità di dare incarichi esterni, pur mantenendo come capofila il comune di Paese, è stata passata al Centro Studi amministrativi, che fin dalla costituzione dell’ufficio unico è firmatario della originaria convenzione con la Provincia ed i primi 36 comuni.

Ora i comuni aderenti sono 43.

Le finalità di questo ufficio unico associato sono:

-        svolgere compiti di gestione amministrativa nelle funzioni comunali relative ai settori di noleggio auto e autonoleggio con conducente e taxi;

-        svolgere le attività di autorizzazione di apertura di attività agrituristiche e delle strutture alberghiere ed extralberghiere.

Finora le attività svolte riguardano solo il primo gruppo di attività sopraindicate.

e)      Servizio associato per la sistemazione e l’espletamento delle pratiche di pensione dei dipendenti comunali.  Il servizio è espletato da 6 collaboratori, dipendenti comunali, regolarmente autorizzati a collaborare da parte dei rispettivi comuni, o già dipendenti comunali in pensione.

L’attività è partita nel dicembre 2009 con il convenzionamento di 41 comuni (40 della provincia di Treviso e 1 di altra provincia).

Nel frattempo si sono aggiunti altri 27 comuni, per un totale quindi di 68.

f)       Servizio di vigilanza associato con convenzinamento per l’entrata e l’uscita degli alunni alle e  dalle scuole (nonni vigili), alle palestre e di accompagno negli autobus.

Il Centro Studi Amministrativi offre ai Comuni appositamente associati la vigilanza per l’entrata e l’uscita degli alunni delle scuole (nonni vigili) delle palestre e di accompagno negli autobus, con l’assunzione temporanea – in base alle disposizioni previdenziali e fiscali vigenti per detti servizi – di pensionati.

I comuni associati al riguardo sono 25 con l’offerta per l’anno scolastico di 194 nonni vigili.

D.   Altre attività e gruppi di lavoro

Ai comuni sono offerte anche altre attività associate che non sono oggetto di specifiche convenzioni, ma che vengono assicurate con una semplice adesione e con modiche quote contributive per lo più quantitativamente proporzionali al numero della loro popolazione, raggruppati per classi.

D.1 – “Unico per l’impresa”

Uno dei più importanti servizi offerto, sotto l’egida del Centro Studi amministrativi, è quello di “Unico per l’impresa” la cui attività è di supporto ai comuni per le competenze che riguardano le imprese.

I comuni che usufruiscono di questo servizio sono 128, così suddivisi: 94 della provincia di Treviso, 8 della provincia di Belluno, 1 comunità montana della provincia di Belluno, 17 della provincia di Venezia, 7 della provincia di Padova ed 1 della provincia di Vicenza.

L’attività offerta comprende:

-         l’aggiornamento della modulistica relativa agli atti per il rilascio delle relative autorizzazioni in materia di attività produttive (industria ed artigianato, esercizi pubblici, negozi vari di commercio, trasporti, autonoleggio, carburanti, professioni varie) e in materia di strutture sanitarie socio sanitarie e igiene degli alimenti (in accordi con le Unità locali socio sanitarie della provincia), noleggio autobus (in accordo con la Provincia) e autorizzazioni di sagre ed attività di pubblico spettacolo (in accordo con i Vigili del fuoco e le Unità locali socio sanitarie della provincia);

-         servizio e-mail di tutte le novità normative ed organizzative riguardanti le attività sopraindicate;

-         servizio di consulenza dei collaboratori, particolarmente preparati nelle materie sopraindicate, anche con la presenza in ufficio del Centro Studi;

-         attività di coordinamento, contatto, aggiornamento tramite il gruppo provinciale dei collaboratori, con incontri autogestiti direttamente da detti collaboratori, per i dipendenti comunali del settore, nonché contatti con le amministrazioni comunali, con le altre amministrazioni pubbliche e con le associazioni di categoria per un adeguato coordinamento delle varie procedure;

-         predisposizione di schemi di regolamenti comunali ed eventuali aggiornamenti vari nelle materie sopraindicate, ove previsti;

-         incontri di studio relativi alla materia indicati già nel paragrafo “formazione”.

Il tutto è gestito da un gruppo di lavoro formato da 14 collaboratori, in parte funzionari comunali addetti al settore, regolarmente autorizzati dalle rispettive amministrazioni, e alcuni collaboratori della Camera di commercio e delle categorie delle attività produttive.

D.2 – “Ufficinlinea”

“Ufficinlinea” è un bollettino quadrimestrale, curato dal gruppo di lavoro del servizio “Unico per l’impresa”, inviato a tutti gli operatori comunali ed alle associazioni di categoria delle attività produttive, nonché ai comandi della polizia locale, per il costante aggiornamento delle nuove disposizioni normative, con le pronunce della magistratura amministrativa e contabile, e risposta scritta anche a quesiti che in materia vengono inviati all’Ufficio unico.

Nei primi anni è stato inviato in forma cartacea, ora viene inviato in on-line.

D.3 – Nell’ambito di Unico per l’impresa, a tutti comuni aderenti al servizio, negli anni 2008-2009 è decollato anche il Progetto di formazione per l’assistenza alla guida della redazione dei criteri e parametri per il rilascio delle autorizzazioni per gli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande di cui alla legge regionale n. 29 del 21.9.2007 e della deliberazione della Giunta regionale n. 2882 del 14.10. 2008.

Il Progetto è stato attuato come attività formativa del Centro studi per:

-         supportare la redazione dei criteri e dei parametri da parte dei funzionari comunali, evitando così l’affidamento a studi particolari esterni che, forse, avrebbero presentato modelli standard senza tener conto della realtà socio-politica dei singoli comuni, con anche maggiori oneri;

-         dare un percorso formativo agli stessi operatori comunali che li aiutasse alla elaborazione in proprio di detti criteri e parametri con:

          l’organizzazione di 4 incontri di formazione per i funzionari comunali referenti (in genere addetti alle attività produttive e all’urbanistica);

          l’approfondimento delle problematiche specifiche di ciascun comune presso il Centro Studi per circa due-tre ore ciascuno;

          offerta di sussidi e dispense di base comprendenti: schema di deliberazione consiliare, relazione illustrativa tipo, schema di regolamento di attuazione, foglio informativo predisposto per la prima definizione ed il continuo aggiornamento dei criteri e dei parametri.

-         L’adesione al progetto e stata al di sopra di qualsiasi aspettativa, tanto che è stato necessario potenziare l’organizzazione. Infatti:

          I comuni della provincia che hanno aderito sono stati 90 (7 della provincia di Padova, 16 della provincia di Venezia e 2 della provincia di Belluno);

          per un totale quindi di 115 comuni.

D.4 – Gruppo di lavoro per gli appalti lavori pubblici, forniture e servizi.

Sotto l’egida dell’Associazione dei Comuni opera da anni il Gruppo di lavoro per gli appalti lavori pubblici, forniture e servizi, formato da 6 collaboratori dei quali 5 dipendenti da enti locali ed un funzionario dell’ANCE (Associazione provinciale costruttori edili ed affini).

Esso affronta tutte le problematiche che emergono da quesiti e da segnalazioni che provengono da operatori comunali del settore; aggiorna gli schemi di appalto; dà supporto alle amministrazioni comunali che lo chiedono per accompagnare appalti e lavori pubblici in genere. Cura i corsi di ag-giornamento e di studio sull’argomento per dipendenti comunali.

La collaborazione Associazione Comuni ed ANCE (a detta di questa) ha dimezzato il contenzioso fra costruttori e amministrazioni comunali, in quanto le indicazioni concordate in seno al gruppo di lavoro vengono trasmesse sia da parte dell’Associazione comuni agli operatori comunali sia dall’Associazione Costruttori alle impresse loro associate.

D.5 – Gruppo di lavoro e di studio su problemi finanziari.

Nell’Associazione comuni è costituito il Gruppo di lavoro per la finanza locale ed i problemi contabili.

È costituito da alcuni responsabili dei servizi finanziari dei comuni maggiori ed alcuni dei comuni minori, nonché della Provincia. In totale 12.

È di supporto alle amministrazioni comunali, a mezzo dell’Associazione, sui vari problemi inerenti la finanza locale, i bilanci, la interpretazione delle norme in materia finanziaria e contabile degli enti locali. Esamina anche proposte per eventuali modifiche di norme in materia da proporre all’impegno dei parlamentari della provincia. Esamina anche soluzioni da suggerire.

D.6 – Gruppo di lavoro dei Comandanti della Polizia locale.

Di recente è stato ricostruito dall’Associazione Comuni il Gruppo di lavoro dei Comandanti della Polizia locale. Esso è stato ricostituito per la disponibilità assicurata di alcuni (n. 9) comandanti comunali o intercomunali della Polizia locale della provincia.

Ad avviso degli stessi, i problemi che dovranno essere oggetto di specifiche proposte da fare ai comuni ed ai comandi della Polizia locale della provincia, per il momento, sono:

    l’aggiornamento e la formazione del personale di vigilanza sulle nuove incombenze della Polizia locale introdotte dalla recente normativa nazionale e regionale, ma anche sulle nuove realtà che devono essere affrontate (stranieri, delinquenza e malavita, non rispetto dell’ambiente, urbanistica, ecc.);

    il problema della custodia temporanea di persone sospette in attesa di informazioni da parte delle banche dati della Questura o del Comando provinciale dei Carabinieri per poter consegnarle all’autorità giudiziaria.

La polizia locale della quasi totalità dei piccoli comuni non è in grado di adempiere a tali funzioni sia per l’insufficiente numero di addetti sia perchè non ha locali idonei per la custodia di tali sospettati.

Al riguardo è allo studio una proposta di organizzazione associata a livello mandamentale, appoggiandosi a comuni più grandi, tenendo conto pure della suddivisione territoriale operata dalla regione, anche per i locali idonei alla custodia.

    la necessità di organizzare in forma associata l’espletamento amministrativo delle sanzioni stradali e di altre sanzioni che stanno assorbendo tanto tempo al personale di vigilanza che potrebbe invece essere utilizzato per la vigilanza del territorio. Anche su questo il gruppo si è impegnato a presentare un apposito progetto.

D.7 – Gruppi temporanei.

Nel corso degli anni l’Associazione ha più volte organizzato gruppi di lavoro temporanei per la definizione di progetti specifici o per attività temporanee (progetto catasto che ha permesso a 73 comuni di recuperare significative somme di ICI, Sportello Unico con la collaborazione e finanziamento della Camera di Commercio e dell’Associazione industriali, Progetto pilota per la raccolta dei rifiuti solidi urbani che è stato alla base anche per gli attuali sistemi adottati dagli attuali consorzi, schemi di regolamenti o aggiornamenti degli stessi, ecc.), trovando sempre la massima collaborazione, per lo più gratuita, da parte di operatori comunali e di altri soggetti dipendenti da altre amministrazioni o enti e da liberi professionisti.

E. Altre attività di rappresentanza

          L’Associazione Comuni si è fatta carico di rappresentare all’esterno i propri associati. E ciò in tutti i campi.

          Infatti è stata chiamata a portare il proprio contributo dal Prefetto, dal Questore, dal Comandante provinciale dei Carabinieri, dalla Guardia finanza, dagli organi giudiziari (Procuratore della Repubblica, Presidente del Tribunale), dai Vigili dei Fuoco, dalla Camera di Commercio, da altri enti già statati (Poste, Demanio, Catasto, Agenzia delle entrate, ecc.) e la Provincia. A tutti è stata assicurata la massima collaborazione.

          Un’ottima collaborazione è in vigore con le Unità locali socio sanitarie della provincia.

          Analogamente la collaborazione è sempre stata assicurata e ricercata, con le Associazioni di categoria (Industriali, Costruttori Edili, Artigiani, Coltivatori diretti, del Commercio, ecc.), con le organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori ed in particolare con quelle dei lavoratori degli enti locali, con l’Unione dei Segretari comunali, ecc..

          È stata anche sottoscritta, con l’interessamento dell’Associazione Comuni, una convenzione fra 69 comuni e tutti i CAAF della provincia per la richiesta di tariffe uguali per tutte le prestazioni.

24 marzo 2015